PROGETTO PER IMPIANTO DI COGENERAZIONE DA IDROLISI DI RIFIUTI OSPEDALIERI

Stiamo gestendo in Calabria lo sviluppo di un impianto di gassificazione da rifiuti ospedalieri. E’ un progetto di economia circolare , ambizioso ed innovativo.

Il Progetto Pilota prevede la realizzazione di un impianto che declina una tecnologia di frontiera brevettata internazionalmente.
•La Tecnologia applica un sistema integrato di trattamento e trasformazione di qualsiasi tipo di materiale organico in risorsa energetica.
•L’impatto ambientale è nullo per quanto riguarda il processo di gassificazione, in virtù di una tecnologia brevettata e collaudata che utilizza temperature elevate in assenza di aria e quindi di combustione.
•La Tecnologia consente di trattare materiali con un contenuto di umidità tra il 10 ed il 30%, riuscendo così a produrre idrogeno per scissione termica ed in percentuali molto elevate (H2: 45-65%).
•I rifiuti vengono triturati prima del trattamento e vengono trattati come materia prima seconda per produrre nuova ricchezza, senza il consumo di aria/ossigeno ed acqua.
•Il sistema proposto è modulare e riduce i tempi di raccolta, i costi di trasporto e l’impatto ambientale.
•Il risultato è la produzione di un combustibile soltanto gassoso, pulito ed ecologico.

Il reattore è costituito da un tamburo rotante orizzontale a temperatura uniforme. La parte centrale è costituita da un cilindro chiuso realizzato con materiali speciali, all’interno del quale viene processato il materiale da trattare. La temperatura varia a secondo della composizione chimica del rifiuto:
– la biomassa 1000°/1050°C
– il car-fluff 1100° /1150°C.
Temperature e tempi di trattamento variano in funzione della natura del mix, così che nel prodotto finale abbiamo sempre e solo : monossido di carbonio, idrogeno, anidride carbonica e metano. A reattore acceso, a temperatura di oltre 1.000°, la massa diventa incandescente, ma senza fiamma, ne consegue la formazione di syngas ricco di idrogeno derivato dalla scissione dell’acqua (C + H2O —-> Co + H2).
Dal syngas così prodotto si potrebbe produrre dell’idrogeno H2, nel rapporto 1 a 0,7 mc, con cui produrre energia elettrica od alimentare le celle a combustibile, considerate oggi dalla comunità scientifica la tecnologia di conversione energetica a basso impatto ambientale e ad alto rendimento.

Questa foto mette in evidenza che non ci sono camini, i tubi orizzontali coibentati nella parte superiore dell’impianto sono per il trasporto del syngas. Il tubo verticale chiuso in alto serve per la raccolta di particelle metalliche solidificate prima della fase di lavaggio del syngas.

Cesare Musotto

Direttore EPC
Ho una laurea in Scienze Politiche e da sempre mi occupo di progettazione europea e di ricerca. Ho perfezionato in questi anni la conoscenza di programmi europei in ambito agricolo e di sviluppo locale. Mi occupo di gestione progettuale e rendicontazione delle spese. Mi piace navigare in rete, costruire banche dati ed elaborare modelli di benchmarking.

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